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venerdì 26 aprile 2013

OGNUNO DICE LA SUA VERITA'

Scrittore /-nome: 1. un organismo perculiare capace di trasformare la caffeina in libri


Ohi, Folks.
Non ci metto il punto esclamativo stavolta. La primavera mi rende fiacca. Come potete notare mi impone un ritmo diverso. A singhiozzo. Sto semplificando il mio pensiero ai minimi termini. Sto usando il punto al posto della virgola.
Sembra una soluzione ottimale per rendere tutto più veloce. Vero?
Ops, m'è scappato un punto di domanda.
Comunque sia non fateci caso, una momentanea distrazione. Aspettate un attimo e mi risistemo sulla posizione "fiacca".

Perché ho voluto mettere in scena questa pagliacciata, secondo voi? Rispondo subito, con prontezza sorprendente nonostante la mia fiacchezza o fiacchitudine o fiaccaggine...
Leggi un manuale di scrittura creativa e scopri che si deve scrivere così. Sii semplice, togli tutto e adagiati su di un ritmo secco. D'altro canto è provato che la cosa funziona.
Vuoi chiedere a Hemingway o a Carver? Eh!
Oppure, un altro consiglio che mi ha innervosito è stato: non esprimere mai un giudizio come autore.
Ehmmm... vorrei far notare all'autrice del suddetto tomo che già la scelta di un punto di vista, di una voce narrante, del "messaggio" che vogliamo comunicare attraverso la nostra storia è un mettersi in gioco in prima persona come autori pensanti. Va da sé che un giudizio, più o meno velato, è parte integrante della visione e dello stile dell'autore. Se manchi di coraggio nel prendere una posizione nei confronti della Storia che stai scrivendo, mi chiedo:
perché diavolo stai scrivendo?
Perché diavolo dovrei leggerti?

Ok. A parlare di queste cose mi girano vorticosamente... lascio perdere, oppure affondo?
Affondo, ovviamente. Manco di cautela, spesso, mai di coraggio. Deformazione professionale? No, personale.

Ho trovato le 22 regole della Pixar per scrivere una storia fenomenale. Siete pronti?
Soltanto alcune, le commenterò di volta in volta, Cercherò di farlo usando delle domande.
Non ho tutte le risposte, ma le domande non mi mancano. Forza!
(NB: è ricomparso il punto esclamativo, la fiacchezza sta passando, forse è il caffè al guaranà)

1 Si ammira un personaggio perché fa di più che limitarsi a cercare il successo.
C'è bisogno di dirlo? Forse, allora, bisognerebbe specificare "successo" in che ambito?
Le sembra un'indicazione utile, Mr. Pixar? Un consiglio che a seguirlo ci si trova bene? E' un'indicazione blanda per approfondimenti personali?

2 Devi tenere a mente ciò che ti interessa come lettore, non quello che è divertente fare come scrittore. Le due cose possono essere molto diverse.
Sono una lettrice onnivora, mi può interessare tutto se raccontato bene. Dice che ho un problema? Lo penso anch'io. Mr. Pixar, questa sua affermazione non mi risulta utile, ci vorrebbe un approfondimento, se mi lascia il suo numero la chiamo due minuti e mi spiega meglio il concetto, ok?

A questo punto se io non fossi una lettrice paziente avrei cliccato chiudi pagina e pace. Sono paziente, però. Tenace, anche. Testarda, pure. Ho continuato ovviamente: 

3 Cercare un tema è importante. Ma non saprai mai di cosa parla la storia prima di essere arrivato alla fine. Adesso riscrivila.
Sì. Può darsi. Non sempre. Riscriverla... daccapo? Ok. Forse. Non sempre.
Quindi? Quindi: focalizziamo la nostra attenzione sul concetto "NON SEMPRE".

4  C’era una volta_________. Tutti i giorni_________. Ma un giorno_________. Per questa ragione_________. Per questa ragione_________. Finché, alla fine_________.
Mi sta dicendo, Mr. Pixar, che Vladimir Propp è ancora il Master in ambito fiaba/racconto? 
Bene, ora cominciamo a ragionare!

5 Semplifica. Focalizza. Combina i personaggi. Prendi vie traverse. Ti sembrerà di perdere cose importanti per strada, ma ti renderà libero.
In linea di massima se riesci a focalizzare e semplificare significa che hai le idee chiare. Combinare i personaggi? Significa lavorare sui personaggi? In che altro modo si potrebbe procedere altrimenti? Ignorandoli?
Prendere vie traverse? Significa gestire l'intreccio in modo originale? 
Perdere cose importanti, ma solo all'apparenza, è sinonimo di libertà? E perché dovresti non essere libero quando scrivi una Storia?

6 Che cosa sa fare il tuo personaggio? Che cosa gli piace? Fagli fare l’esatto contrario. Mettilo alla prova. Come reagisce?
La cura dei personaggi è la chiave di tutto, sono d'accordo.

7  Arriva alla fine prima di avere idea di cosa ci metterai in mezzo. Davvero. I finali sono difficili, quindi meglio lavorarci subito.
Sì. Forse. Non sempre. E se so da subito cosa metterci in mezzo e non come andrà a finire significa che sto sbagliando strada? Davvero? Sicuro sicuro?

8 Finisci la tua storia e non ti preoccupare anche se non è perfetta. In un mondo ideale sarà finita e perfetta, ma non importa. Ma farai meglio la prossima volta.
Un consiglio? Una regola? Una riflessione? Una cazzata? Mah!
Ambire alla perfezione è un bel modo per lavorare impiegando ogni nostra risorsa. Illuderci di poter creare un'opera perfetta è un'ingenuità pericolosa, Mr. Pixar, non serve un genio a capirlo.

9    Se ti blocchi, fai un elenco di ciò che non potrà accadere nella storia. E molto probabilmente capirai quello che ti serve per ripartire.
Ok, può darsi. Lo trovo faticosissimo come metodo di lavoro, ma per qualcuno potrebbe funzionare. Da voi funziona, Mr. Pixar?

10    Viviseziona le storie che ti piacciono. Quello che ti piace in loro è parte di te: devi conoscerlo a fondo prima di poterlo usare
Siamo fatti di tante cose, son d'accordo, conoscere te stesso ti permette di scrivere al meglio delle tue possibilità, addirittura di vivere meglio. Non pensa, Mr. Pixar, che studiare troppo le storie che amiamo si rischia di scrivere solo storie che assomigliano troppo alle originali?

11    Scrivere ti aiuta a fissare le idee. Se te la tieni in testa, anche un’idea perfetta non potrà essere condivisa.
Sì. Un consiglio sano. Lo condivido pienamente.

12    Scarta la prima cosa che ti viene in mente. E la seconda. E la terza. E la quarta. E la quinta.  Liberati dell’ovvio. Sorprendi te stesso.
Sì. Ma detto così è quasi un contrordine all'imperativo sopra citato: Sii semplice! Mano a mano che affondi il pensiero complichi il ragionamento e se ti infogni in tunnel bui puoi perdere l'orientamento. Io non sarei così categorico, Mr. Pixar, non le sembra un integralismo difficile da maneggiare? Mi sorprendo quotidianamente di me stessa, soprattutto per la quantità abnorme di cazzate (frutto di riflessioni profonde) che riesce a partorire la mia mente. Fortunatamente non tutto diventa storia scritta.

13    Fa’ in modo che i tuoi personaggi abbiano delle opinioni. Quelli passivi e malleabili sono più facili da scrivere, ma terribilmente noiosi da leggere.

Siamo sempre lì: la cura dei personaggi. Sono d'accordo. Mi trova, invece, in disaccordo sulla presunta "facilità" di gestione di un personaggio malleabile, passivo. Sicuro sicuro, Mr. Pixar?

14    Perché devi scrivere proprio questa storia? Che cos’è che ti brucia dentro e la alimenta? Ecco il nocciolo della questione.
Ecco. Sì. Domande sacrosante, da farsi prima, durante e dopo la stesura di ogni Storia.

15    Se fossi il tuo personaggio, in questa situazione come ti sentiresti? Conferisci onestamente una credibilità a situazioni incredibili. [*]
Verosimiglianza. Coerenza. Solidità. Ci siamo, è un ottimo consiglio Mr. Pixar.

Bene... ne mancano ancora sette di regole, ma io mi fermo qui perché anche la pazienza ha un limite, almeno la mia.
Cosa volevo farvi arrivare con questo post? (lo so che ve lo state chiedendo, lo so)
Semplicemente una cosa:
leggere consigli di scrittura, manuali e opere varie è un buon modo di farsi un'idea di quel che ci aspetta.
Ma se manchiamo di senso critico finiremo col soccombere, perché la scrittura non è una formula matematica.
Ci sono regole che ci aiutano a mantenere la rotta. Segui le regole è stai sicuro che funziona.
Perché? Perché lo hanno già sperimentato, funziona.
La chiave di svolta, però, è sempre quella che già vi ho fatto presente all'inizio del post:
NON SEMPRE FUNZIONA PER NOI.

Quello che davvero funziona è: CONOSCI TE STESSO.
L'Oracolo di Delfi non si è sbagliato, non ancora... ed è trascorso un sacco di tempo.

Alla prossima, Folks!
b-








[*] Kate Wilson “Le 22 regole della Pixar per una narrazione fenomenale”

sabato 13 aprile 2013

LEGGERE e NON SOLO SCRIVERE

Ohi Folks, rieccomi qui.
Vi volevo far partecipi di una riflessione personale...
Quanto è importante leggere, e saper "come" leggere, per un aspirante scrittore?
Credo sia fondamentale.
Imparare a scrivere (per mestiere, intendo) ti permette l'accesso privilegiato ad una lettura più consapevole, più gratificante.
E più incontri le problematiche (soprattutto quelle meno ovvie) che la scrittura ti riserva ad ogni pagina, ad ogni passo, e maggiormente apprezzi chi il mestiere lo sa davvero fare.
Lo riconosci da poche righe, dall'incipit. Cogli al volo quella presenza autoriale che tra lettere e spazi si stende davanti ai tuoi occhi senza bisogno di didascalie, di riflettori, di artifizi.
Niente.
Bene... detto questo vorrei invitarvi ad ascoltare delle Storie scritte bene, nel Vaso di Pandora (di cui vi ho già parlato), ma non solo dal web (www.pandoralestoriedelvaso.it), anche nei readings dal vivo.

(clicca sull'immagine per aprire la pagina dedicata a Pandora)

Nell'ambito de Il Maggio dei Libri 2013, saremo ospitati dalla Libreria Castelli-Podavini a Desenzano del Garda per un reading imperdibile: SPECIALE STORIE.


  

Cinque Attori, Le Petit Moulin con musica dal vivo, sette Storie da ascoltare...
inoltre sarà con noi anche Radio Noi Musica, con Anna De Munari e Giovanni Boscaini...
Se vi perdete questa occasione siete pazzi! 
(io vi ho avvertito)
 
b-


lunedì 8 aprile 2013

UN ELEFANTE (ALIENO) IN UNA FABBRICA DI CRISTALLI


Mi muoverò come un pachiderma lento, pesante e goffo, già lo so, dando fastidio a tutti i cristalli che stan lì belli e luccicanti e che vogliono solo essere lasciati in pace... probabilmente combinerò un macello.
Questa consapevolezza mi fermerà, secondo voi?
Naaaaaaaaaaaaaa.

Con questa premessa mi sono messa il cuore in pace, sapete da subito come andrà a finire, se vi interessa assistere alla dinamica del disastro... restate qui e continuate a leggere.
(Lo so, sono pessima. Pazienza.)

Ci sono cose che voi umani avete storpiato e noi elefanti alieni ci sorprendiamo di come queste vostre storpiature non solo non vi infastidiscano, ma anche non vi permettano di capirvi in ambito di mera comunicazione di base e voi ve ne fregate. Un grandissimo aiuto lo potreste ricevere dallo strumento number one della top list, ovvero: il dizionario (ogni dizionario immaginato e immaginabile, a dirla tutta). Quindi, io che sono elefante aliena ecco che questo aiuto lo sfoglio spesso e volentieri, tanto per capirci qualcosa in più. Non sempre ho grandi risultati, lo sapete che il nostro cervello elefantesco e alieno non può moltissimo, ma ci si prova.

Io partirei dall'inizio: ovvero da letteratura e narrativa.

Definizione di letteratura da dizionario lingua italiana (clicca qui per leggere tutto)
n.f. [pl. -e] 1 le opere scritte in prosa o in versi che hanno valore o intento artistico; l’insieme di tali opere scritte in una lingua o proprie di un paese, di un’epoca, di una cultura, di un genere: la letteratura italiana, inglese, francese; la letteratura antica, classica, moderna; la letteratura del Trecento, dell’Ottocento; studiare, amare la letteratura; corso, professore di letteratura; letteratura narrativa, poetica, cavalleresca; la letteratura drammatica, l’insieme dei testi di teatro | storia della letteratura, esposizione critica dello svolgimento della letteratura di un popolo arricchita di notizie riguardanti la vita dei singoli autori, le loro opere, il loro tempo

Definizione di narrativa da dizionario lingua italiana (clicca qui per leggere tutto)
n.f. [pl. -e] 1 il genere narrativo; l’insieme delle opere di carattere narrativo o dei narratori di un certo periodo, di una determinata corrente e sim.: uno scrittore di narrativa; la narrativa dell’Ottocento | ( estens.) tecnica e modalità del narrare in cinematografia 
Sin.  romanzi, racconti, novelle.

Bene, da come la leggo io la questione è che si va dall'universo letteratura alla specifica della narrazione. La sottocatalogazione per quanto riguarda i generi letterari e i generi narrativi, diventa una selva oscura che pure al Sommo Dante metterebbe i brividi... la rimando alla prossima puntata, devo prima lucidare l'armatura.

Negli anni mi sono fatta un'idea, ora la condividerò sperando di non rompervi i cristalli (non più di tanto almeno): la letteratura si distingue dalla narrativa.
La letteratura ha valore artistico, ma non solo. La letteratura ci permette, e ci ha permesso attraversando i secoli, di stare accanto al genere umano per comprenderlo un po' meglio.
Si è scritto molto, in ogni era, ma ciò che è rimasto per noi fonte di continua sorpresa e meraviglia può essere definito a pieno titolo: letteratura.
Non è questione di gusto, di genere, di orientamento politico-religioso-economico-geografico-razziale. La letteratura basta a sé stessa, basta a noi come genere umano e basta in ogni epoca. La si dovrebbe scrivere con la L (maiuscola). 

Step successivo: la narrativa. E' la modalità propria del genere umano a raccontare e raccontarsi, anche solo per la voglia di condividere e di unirsi in piccole/grandi comunità. Si narrano le gesta degli Eroi per invogliare i comuni mortali ad ambire a quei sentimenti che gli Eroi sanno provare. Si narra per tramandare un insegnamento, ma anche per intrattenere il pubblico e farlo entrare in una dimensione pseudo-onirica dove tutto si rende possibile e, forse per questo, tutto sembra più chiaro ai nostri stessi occhi.

Questa è la mia teoria. Niente di originale, assomiglia a mille altre, lo so, di gente ben più importante e acculturata di me. Io sono elefante alieno, sì, ma assennato che vi credevate?
L'ho scritta, questa teoria, proprio perché non è così stonata da farvi pensare che questo elefante alieno faccia uso di sostanze tossiche devastanti. Ecco.
Partendo da questo mio pensiero, semplice semplice, la stizza cresce quando incappo in definizioni imprecise e fuorvianti. 
Ocjo, che ora i cristalli imploderanno...

1. narrativa di consumo
2. narrativa di intrattenimento 
3. narrativa di evasione

Narrativa di consumo, ovvero romanzi e racconti scritti per un pubblico che li vuole leggere. Scritti come? Seguendo (o indovinando) il gusto del pubblico.

Narrativa di intrattenimento, ovvero romanzi e racconti scritti per dilettare i lettori che vi si accingono al consumo.
Scritti come? Pensando che i lettori siano suddivisi in categorie, ognuna di queste si diverte in modo diverso. Siamo sicuri? Non vi scappa qualche dettaglio fondamentale? Non notate niente di vagamente fastidioso in questa posizione snob?

Narrativa di evasione, ovvero romanzi e racconti scritti allo scopo di far evadere dalle proprie prigioni fisiche e mentali i lettori frustrati che senza quelle storie perirebbero.
Scritti come? Millantandosi salvatori della salute fisica e mentale altrui.

Andrò per ordine, con pazienza, spero possa aiutarmi (aiutarci): 
il Letterato viene definito e incensato prima di tutti da un'élite e solo dopo dal pubblico di lettori (solitamente la cerchia degli "sgamati"). I critici letterari che fanno le pulci al testo, studiosi di letteratura che analizzano non solo il testo, ma anche lo Scrittore e tutto ciò che comprende la sua visione del mondo (vita e morte) e le sue scelte personali (vita e morte), cervelloni che si scervellano se dare a questo o a quello il Premio Nobel per la Letteratura e via di questo passo.

Il Narratore capace, viene sì riconosciuto da questa élite, spesso... anzi, forse a volte, ma prima di tutto viene valorizzato da quel pubblico di lettori che gli si affeziona. Il motivo di questa affezione può andare dalla simpatia personale (raramente parte da lì) alla condivisione di quella particolare sfera narrativa adottata dallo Scrittore.

Che uno Scrittore scriva per essere letto è cosa sana.
Che scriva per far piacere ad un pubblico X è cosa furba (non puoi piacere a tutti, fattene una ragione).
Che scriva per compiacere un target preciso è cosa poco furba (ad un certo punto il cerchio si chiude, ti sei ghetizzato e son cavoli tuoi).
Che ciò che scrive venga "consumato" è AUSPICABILE.

Narrativa di intrattenimento, suona piacevole. Ora bisognerebbe considerare con cosa li si vuol intrattenere 'sti lettori. 
Assassini, stupri, cannibalismi, stragi artificiali e naturali, olocausti, morte e distruzione del pianeta e di tutta la galassia?
Gran bel modo di intrattenere, complimenti. 
Passami sopra con un Tir, prima e retro, e finiamola una volta per tutte.

Narrativa di evasione. 
Abbé. Prendo in mano il dizionario della lingua italiana:
 n.f. [pl. -i] 1 l’evadere; fuga da un luogo chiuso: evasione dal carcere; piano di evasione 2 il sottrarsi illecitamente a un obbligo, e spec. al pagamento di tasse, imposte: evasione fiscale 3 ( fig.) l’allontanarsi, il liberarsi da ambienti, situazioni, condizioni di vita sgradite: desiderio d’evasione; evasione dalla dura realtà | film, romanzo d’evasione, privo di impegno artistico o sociale, volto semplicemente a intrattenere, a divertire       

Vi rendete conto? Sì, ogni essere umano è prigioniero di sé stesso. Ciò che pensa, ciò che non pensa, ciò che vuole, ciò che non vuole, quello a cui ambisce e quello da cui vuole sottrarsi. Leggere o ascoltare una storia ci permette di uscire dalla nostra testa, dal nostro mondo claustrofobico per immergerci in un'altra dimensione.
Se leggi Tolkien ti inoltri in luoghi incredibili che parlano di te e tu manco te ne accorgi. Riemergi rigenerato, pieno di voglia di essere come chi ha vinto la battaglia sul Male e che in fin dei conti ti assomiglia così tanto...
illusione? Sì, è probabile, ma perché no?
Il 90% delle storie scritte oggi ti fanno evadere dalla tua prigione per rinchiuderti nella prigione mentale dello sciagurato che l'ha scritta. Lui ti tiene in pugno, ti fa mangiare il suo stesso fango facendoti quasi credere che sia il tuo!
Ve ne siete mai accorti?
(il crash che avete sentito, se vi ha spaventato, non è colpa mia, vi avevo avvertiti...) 

Ora camminerò tra i resti di questi meravigliosi cristalli e piangerò un po' per loro perché erano così belli, ma così belli...
Noto un certo sgomento, ma posso muovermi meglio.
C'è spazio, ora. 
C'è luce. 
Apperò!

Sapete cosa amo in chi scrive perché vuol essere Scrittore?
La capacità di raccontare di sé, senza raccontare la sua storia personale, quindi raccontare di tutti e senza per questo toglierti la gioia di vivere. 
Anzi, anche nel tragico e nel drammatico è proprio la voglia di vivere che ha la meglio.
Amo chi si prende gioco del cinismo imperante, chi si squaglia in risate per l'aberrazione del dramma-oltre-ogni-limite, chi intrattiene e sa intrattenere anche col sorriso, con la tenerezza, con la rabbia propositiva, con la voglia di provarci, di sbagliare e di riprovarci...
per sbagliarsi ancora? Sì, proprio così.

Fammi evadere dalla mia prigione, sì...
ma fammi immaginare cieli alti e praterie sterminate, in cui perdermi e ritrovarmi magari rinnovato!
Fammi ridere e piangere e disperarmi e volare, ma usando il cervello e non staccandolo per poi farmelo dimenticare sul palo in balìa dei beccacci dei corvi, dannazione!
Fammi consumare quello che scrivi, ma perché a forza di leggerlo e rileggerlo è diventato il mio cibo e il mio sostentamento!

La Letteratura parla con voce Divina, la Narrativa usa voce umana.

Non mischiamo il Cielo e la Terra, ma neppure confondiamo la terra con la melma... eh!

E qui concludo.
Anzi, leggete un po' quel che vi pare perché giustamente è la grande libertà del lettore quella di scegliere dove andare a finire una volta che qualcuno ti ha fatto evadere da te stesso... ma pensateci un attimo prima di buttarvi in Inferni che non sono i vostri, che poi vi fate male.

C'è un Maestro, uno su tutti, che l'ha detto così bene che è Poesia:

«La lettura deve essere una forma di felicità, quindi io consiglierei ai lettori di leggere molto, di non lasciarsi intimorire, dalla reputazione degli autori, di continuare a cercare una felicità personale, un piacere personale. Questo è l'unico modo di leggere».
Jorge Luis Borges
                 
Se il tuo piacere personale è quello di soffrire anche mentre leggi una storia...
hai già davanti ai tuoi occhi tutte le risposte.
Sii felice come vuoi esserlo.
E in questo non c'è da parte mia alcun giudizio, soltanto una personale riflessione su certi dettagli della scrittura e della lettura che mi appassionano.

Forza, raccogliamo i cocci e recuperiamo i cristalli che si sono salvati!

Alla prossima Folks!
  
:)

b-